Benzina e gasolio: come funziona la fattura elettronica

Benzina e gasolio: come funziona la fattura elettronica

6 giugno 2018 Economia 0

 

Dal 1° luglio 2018 c’è l’obbligo della fattura elettronica per l’acquisto del carburante destinato ai veicoli a motore, cioè per macchine, furgoni o camion. Il nuovo documento fiscale, in pratica, sostituisce la vecchia «scheda carburante». Ma come funziona la fattura elettronica per benzina e gasolio? Quali dati bisogna inserire?

Che cosa deve riportare?

Non è obbligatorio riportare il numero di targa o un altro elemento identificativo del mezzo a cui sono destinati benzina o gasolio, ma non è nemmeno vietato: si può inserire, nell’apposito campo «mezzo trasporto», per collegare l’acquisto ad un determinato veicolo ai fini della deducibilità del costo. Nel caso in cui vengano effettuate più operazioni, anche se per alcune non c’è l’obbligo del documento elettronico, si deve utilizzare quest’ultimo per l’intero corrispettivo.

Come viene emessa e trasmessa?

L’emissione avviene in due momenti:

  1. Trasmissione della fattura al Sistema di Interscambio;
  2. Recapito della fattura al destinatario.

La trasmissione avviene tramite:

  • posta elettronica certificata (Pec);
  • la procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate;
  • l’app per smartphone o altro dispositivo mobile;
  • un software da installare sul pc.

L’emittente può anche utilizzare un sistema di cooperazione applicativa, noto come Sdicoop, oppure una rete di terminali remoti collegati tramite un protocollo ftp.

La fattura elettronica viene effettivamente emessa quando sono stati superati i controlli effettuati dal Sistema di Interscambio. Al momento della consegna al destinatario, all’emittente viene inviata una ricevuta che conferma l’esito positivo del processo di controllo, di recapito e di consegna della fattura. In caso contrario, cioè se il processo di controllo non è andato a buon fine, all’emittente viene inviata una ricevuta di scarto: significa che la fattura non viene considerata emessa. A questo punto, l’emittente sarà tenuto a fare una nota di variazione interna ed a rielaborare il file e la sua trasmissione. In pratica, dovrà rifare la procedura da capo.

Il recapito all’acquirente:

La ricevuta viene considerata tale nel momento in cui risulta recapitata all’acquirente, a seconda della modalità e cioè:

  • attraverso la Pec: la data della ricevuta di consegna inviata dal gestore della posta elettronica certificata;
  • attraverso il canale accreditato Sdicoop: la data riportata all’interno della «response» del servizio;
  • attraverso ftp: la data in cui si conclude con successo la trasmissione del file.

Il destinatario può utilizzare, per il recapito della fattura elettronica, il servizio di registrazione dell’indirizzo telematico messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate: così facendo, le fatture verranno sempre inviate all’indirizzo registrato.

Acquisto di carburante da parte di dipendenti

Possono chiedere la fattura elettronica per l’acquisto di benzina o gasolio riconducibile al soggetto passivo di imposta i dipendenti in trasferta con auto aziendale che abbiano effettuato il pagamento con la propria carta di credito (e non con quella della società per cui lavora). L’importante è che la spesa sia riconducibile all’azienda con strumenti tracciabili e che i dipendenti vengano rimborsati, anche in questo caso, con strumenti tracciabili come il bonifico bancario.

Acquisto di carburante con buoni e card

Possono essere utilizzati per il pagamento della benzina o del gasolio con obbligo di emissione della fattura elettronica buoni e carte monouso. Per quanto riguarda, invece, i buoni e le carte multiuso la cessione o la ricarica non è soggetta a Iva e, quindi, non è richiesta la fattura elettronica.

 

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